
WALTER FILLAK
Partigiano caduto per la libertà
Medaglia d’argento al valor militare
Giovedì, 14 Aprile 2016
alle ore 17.30
all’Arci “La Ciclistica”
in via Walter Fillak 98 r
a Genova-Sampierdarena
Intervengono:
PAOLA VADA ( Sez. A.N.P.I. di Genova Sampierdarena)
GIORDANO BRUSCHI (partigiano)
GUIDO LEVI (Segretario Generale dell’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea)
EROS BARONE (professore di storia e filosofia del Circolo Culturale Proletario di Genova)
La Resistenza, per il suo
significato e il suo valore, merita e insieme sollecita una costante
riflessione etico-politica ed un’assidua ricerca storico-scientifica. Così,
nell’approssimarsi del 71° anniversario della Liberazione del nostro Paese dal
nazifascismo, il Circolo Culturale Proletario di Genova, che ha organizzato un
anno fa un convegno-ricordo dedicato a Giacomo Buranello,
propone ora un incontro-ricordo dedicato a Walter Fillak.
Due luminose figure di combattenti partigiani uniti da un’amicizia profonda
maturata tra i banchi del liceo scientifico “Cassini”, dal sacrificio della
propria vita e dalla lotta per la causa comune: il socialismo, di cui la
sconfitta del fascismo doveva essere una tappa necessaria, ma non il traguardo.
Ci rivolgiamo
dunque ai giovani, depositari ad un tempo naturali ed elettivi di questa
memoria, e li invitiamo a guardare le foto che ritraggono i partigiani con le
loro divise sbrindellate, con gli scarponi da montagna, magari in atto di
imbracciare uno ‘sten’, sguardo fermo e penetrante rivolto all’obiettivo,
fazzoletti rossi attorno al collo ben in evidenza. Come è stato affermato da
Santo Peli, uno degli studiosi più qualificati della Resistenza, rispetto alla
difficoltà dei progetti di rinnovamento della società italiana e alla
radicalità delle aspirazioni la lotta di liberazione è durata troppo poco, né
lo scatto finale per giungere prima degli eserciti alleati a liberare le città
del Nord, così come l’insurrezione e il sostegno popolare ad essa, sono stati
in grado di compensare la sua strutturale brevità (venti mesi). Tuttavia,
considerando questa dimensione temporale non dalla fine, ma dall’inizio e nella
fase intermedia della vicenda resistenziale, occorre precisare che sia
nell’inverno del 1943, sia nell’inverno successivo (che segnò il momento più
difficile per la lotta partigiana) l’esito della lotta non era per nulla
scontato e molto stretto fu l’intreccio tra forza e debolezza, illusione e
sconforto, mentre l’ombra cupa della tragedia e dello scoramento sembrò
talvolta allungarsi fino ad inghiottire e vanificare speranze, progetti e
aspettative. Fu così che lo studente Walter Fillak,
gappista a Genova, commissario politico e comandante di formazioni partigiane
garibaldine prima nell’Oltregiogo genovese e poi nel
Canavese e nel Biellese, a causa di una delazione cadde prigioniero nelle mani
dei tedeschi, che non esitarono ad impiccarlo due volte, essendosi rotta la
corda al primo tentativo. È comunque doveroso sottolineare che la Resistenza,
se conobbe momenti e figure di straordinario eroismo, conobbe pure
contraddizioni, miserie, debolezze e cedimenti, che peraltro accrescono il
rilievo, veramente epico, di quei momenti e di quelle figure. Porre
l’attenzione sui limiti non significa diminuire la grandezza della Resistenza,
ma situarla nel quadro dell’incertezza, della precarietà e di una sfida quasi
disperata alle difficili e avverse condizioni, che a lungo ne furono la cifra e
ne segnarono lo svolgimento, poiché il compito di chi ricorda è quello di
comprendere e far comprendere che il passato è stato reale come il presente e
precario come il futuro.
Cicl. in proprio Via Staz.Rivarolo
10r, Genova, 4.03.2016